Netto calo per i corsi obbligazionari europei in una giornata che ha visto le piazze azionarie tentare di limitare le perdite. Il derivato sul decennale tedesco, scadenza dicembre, si è mosso nel finale attorno a 115,95 punti rispetto al riferimento precedente che era pari a 116,85 punti. Il bund future ha oscillato, nel corso della seduta, tra un minimo di 115,46 e un massimo di 116,6 punti.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=296952
da Parigi«Benché il personaggio di Coco Chanel mi fosse familiare, mai mi sarei gettata nel film senza Audrey Tautou, piccola, esile, decisa come lei», dice Anne Fontaine, regista di Coco avant Chanel. Vedendo l’eroina di Amélie Poulain in abito d’epoca, cappellino calato sulla fronte come voleva la stilista, se ne conviene. Cominciate al castello di Millemont, le riprese continuano in Normandia. Il film s’ispira all’Irregolare, meravigliosa biografia di Edmonde Charle-Roux (Rizzoli), e racconta gli inizi della futura regina della moda; a differenza del film-tv con Shirley MacLaine, ha avuto il sostegno della Casa Chanel e di Karl Lagerfeld, che hanno aperto archivi e collezioni alla regista. Si comincia col rapporto della giovane orfana con Etienne Balsan (Benoît Poelvoorde), il primo amante. Presto Coco s’annoia di questo nobile gaudente, preferendogli l’amico Arthur Capel, detto «Boy». Dice Anne Fontaine: «Entrambi sono figli abbandonati e autodidatti; è il colpo di fulmine fra loro». Col suo sostegno, la ragazza inventa cappelli, poi abiti e conquista l’ambita indipendenza, liberando anche il corpo della donna: gonne più corte, vita meno marcata, cravatta maschile, giacca e calzoni da cavallerizzo, Mademoiselle lancia la linea androgina, audace e semplice, tuttora l’apice dello chic. «Ogni donna che sogni un destino si ritroverà negli esordi di Coco Chanel, ragazza senza educazione che vuol integrarsi pur esacerbando le differenze», dice Audrey Tautou.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295231
Con la complicità di due connazionali, otto anni fa un romeno abusò di una donna italiana, con problemi psichici, nei pressi della stazione Termini. La vittima morì a seguito delle sevizie. Il malvivente, che dovrà scontare 5 anni e 6 mesi di carcere, è stato arrestato ieri dai carabinieri dopo una lunga latitanza.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295316
Caro Granzotto, comincio a capire l’editore de la Repubblica De Benedetti che ha deciso di farsi cittadino svizzero. E Mussolini che diceva che governare gli italiani non è difficile, ma è inutile. Ma come si può essere più in malafede dei politici e dei sindacalisti che chiamano la piazza a manifestare e a scioperare contro la riforma Gelmini? Come possono definire la reintroduzione del grembiule, del maestro unico, del voto in condotta e dei voti in cifre «provvedimenti devastanti che provocheranno gravissimi danni al sistema dell’istruzione pubblica» o, come ha detto Veltroni, che mirano ad «aumentare le diseguaglianze»? Io capisco che nella polemica politica ogni argomento è buono, ma indire lo sciopero generale per un grembiule da indossare in aula mi sembra demenziale e mi vergogno un po’ di essere italiano.Demenziale sì, ma anche facile, caro De Marco. La scuola è infatti di natura sciopereccia: lo sono gli studenti delle classi superiori che preferiscono di gran lunga sfilare in corteo che non stare dietro i banchi. Lo sono gli insegnanti ex sessantottini o quelli, più giovani, che di Sessantotto ne sognano uno nuovo (come potrebbe chiamarsi, nel caso? Zerotto? E loro zerottottini? Mah). Lo sono quei genitori girotondini che hanno preso gusto a partecipare alle manifestazioni di piazza con il pupo, iscritto alla materna, a cavalluccio. Insomma, vedendola dal punto di vista della partecipazione, a proclamare uno sciopero della scuola si fa sempre centro.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295254
La terza rivoluzione industriale rende possibile una nuova Europa sociale nel ventunesimo secolo. Il sogno europeo è il fulcro della nuova Europa sociale. La maggior parte degli europei sperano soprattutto in una nuova Europa sociale fondata sulla “qualità della vita”. Il sogno europeo sottolinea i diritti umani e sociali in un quadro di equilibrio tra modelli sociali e di mercato e con prospettive di cooperazione e di pace. Il sogno di una Europa sociale è al momento minacciato dall’incremento dei prezzi del petrolio e del gas e dagli effetti del cambiamento climatico sulle comunità e sugli ecosistemi del continente. Presupposto di tutto è la terza rivoluzione industriale senza la quale è impossibile una nuova Europa sociale. La terza rivoluzione industriale e la nuova Europa sociale garantiranno all’Europa cinquant’anni di integrazione. È necessaria ora una chiara agenda politica che consenta alla Commissione Europea di proseguire la realizzazione del progetto europeo. La nuova Europa sociale poggia su dieci pilastri ciascuno dei quali ha come presupposto la terza rivoluzione industriale: 1) Un livello di vita sostenibile:l’incremento di lungo periodo dei prezzi del gas e del petrolio e i crescenti effetti del cambiamento climatico su settori commerciali che vanno dall’agricoltura al turismo, stanno gia’ producendo conseguenze pesanti sul livello di vita di milioni di europei. I prezzi dei prodotti alimentari sono in continua ascesa e lo stesso dicasi per i servizi e per i prodotti di largo consumo.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78959
Un operaio di 49 anni è morto folgorato venerdì mattina mentre lavorava in un’azienda agricola checoltiva kiwi vicino a Latina. L’incidente è avvenuto a Doganella di Ninfa, poco lontano da Cisterna.Secondo le prime informazioni l’operaio, originario di Sabaudia (Latina) è rimasto folgorato dai cavi dell’alta tensione mentre raccoglieva kiwi. Immediato il trasporto in ospedale, dove è morto poco dopo l’arrivo.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78947
È la terra del sonno e del terrore, il paese del Qat e delle tribù fedeli alla famiglia di Osama Bin Laden. In quell’angolo di Medio Oriente dove Alberto Moravia descriveva le meraviglie di Saana, Venezia del deserto, ozia oggi un paese stremato dall’abuso di piante anfetaminiche e minacciato dalla collusione tra regime e terrore integralista.L’abbraccio tra potere e terrore ha un sapore ancestrale. Il padre di Osama Bin Laden vide la luce nel villaggio di Al Rubat, in quella regione settentrionale di Hadramaut dove ancora oggi sono garantite incolumità e libertà di movimento per qualsiasi militante integralista. I legami si rafforzarono negli anni ’80 quando il regime di Alì Abdullah Saleh mise a disposizione dei volontari di Osama Bin Laden i campi d’addestramento per la guerra ai sovietici. Il favore venne ricambiato ai primi anni ’90 quando i militanti della nascente Al Qaida diedero una mano a Saleh nella guerra contro il regime comunista di Aden che porterà all’unificazione dello Yemen. Da allora Saleh non ha perso una rielezione e molti suoi uomini di fiducia non hanno dimenticato i passati legami. Non a caso Jamal Al Badawi, pianificatore dell’attentato all’ incrociatore Uss Cole, costato nel 2000 la vita di 17 marinai americani, si è visto commutare la condanna a morte in 15 anni di carcere ed è in seguito evaso per due volte. Non a caso la seconda evasione, la stessa che riporta in liberta una quindicina di capi terroristi, arriva nel febbraio 2007 mentre le cellule di Al Qaida combattono, a fianco dell’esercito, la rivolta delle tribù sciite del nord.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291320
Barbara Saltamartini, deputata del Pdl, come giudica l’ordinanza anti-prostituzione del Comune di Roma?«È un provvedimento estremamente positivo poiché, a differenza di altre città che hanno varato ordinanze similari, qui non si colpiscono soltanto i clienti ma si prevede la possibilità per le lucciole vittima di violenza e di sfruttamento di rivolgersi alle strutture comunali per avere sostegno e assistenza. Un’ordinanza non solo punitiva, dunque, ma in grado di coniugare sicurezza e solidarietà». L’ordinanza, tuttavia, riguarda la prostituzione di strada. Non si rischia di far proliferare il meretricio negli appartamenti?«Dal punto di vista comunale, non si poteva fare altro. L’ordinanza è strettamente legata alle competenze territoriali. Altra cosa è a livello nazionale».Sul piano nazionale, il ddl Carfagna ha già ricevuto l’approvazione in consiglio dei Ministri e attende l’approvazione del parlamento.«Il ministro Carfagna ha il grande mertio di avere finalmente sfidato un vero tabù. Nel ddl giudico particolarmente efficace l’impianto rigoroso di contrasto allo sfruttamento minorile, un fenomeno purtroppo sempre più diffuso. Resta, tuttavia, l’aspetto della prostituzione sommersa. Dobbiamo batterci perché queste donne non diventino “invisibili”».E come si può fare?«Un paese civile come la Svezia ha dato un vero e proprio giro di vite contro la prostituzione.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291191
Genova – L’aveva trovata per strada un passante, mentre vagava piangendo e in profonda agitazione. Fouzia, una ragazza marocchina che adesso ha 21 anni, nel pomeriggio di un anno fa aveva confidato a quel signore incontrato a pochi metri dal portone di casa di essere sfuggita per miracolo al controllo di suocera e marito che la tenevano segregata da tre anni. Avevano chiamato i carabinieri seduta stante. Da lì la denuncia per maltrattamenti al coniuge, quasi coetaneo e cugino della ragazza, e la fuga con il ricovero in una comunità protetta per donne maltrattate. Ma a sorpresa, in questi giorni è arrivata una sentenza del tribunale della città di Guercif, in Marocco, a cui il marito Abdellah si era rivolto, e che impone la ragazza a tornare subito sui propri passi. «Il tribunale condanna – si legge nella sentenza – la convenuta a rientrare nella casa coniugale, con esecuzione immediata della sentenza». La ragazza, si legge nel provvedimento datato 3 luglio 2008, dovrà pagare anche le spese processuali. È la Sharia, la dura legge coranica.
«Ma il marito non ha alcuna intenzione di riprendersela, ormai – chiarisce subito il legale dell’uomo, l’avvocato Gianfranco Pagano -. Il ragazzo ha ventitré anni ed è anche piuttosto attraente e forse la moglie ha agito per gelosia. Sono otto anni che lui si trova in Italia. Le nozze sono avvenute cinque anni fa in Marocco, dove i due, che sono parenti, si frequentavano da bambini e da bambini si sono sposati».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291239
Il giaimaica Usain Bolt, la star delle Olimpiadi di Pechino, dopo il record dei 100 metri cancella anche il primato mondiale storico di Michael Jhonson nei 200 e si aggiudica l’oro con 19,30 secondi contro i 19,30 del suo predecessore. Così oltre ad entrare nell’albo dei record Bolt diventa anche il nono sprinter ad aggiudicarsi la doppietta 100/200 alle Olimpiadi. Finora c’erano riusciti sei statunitensi, un canadese e un sovietico. L’ultimo a mettersi al collo entrambi gli ori era stato Carl Lewis nel lontano 1984 a Los Algeles. Così con il suo stile ormai noto Bolt ha urlato davanti alle telecamere a fine gara: «Sono io il numero uno» mentre nello stadio olimpico risuona la canzone «Buon compleanno» per il neocampione che giovedì compie 22 anni. Mercoledì mattina anche per l’Italia dopo le amarezze di martedì è arrivata la 20esima medaglia. A conquistarla è Alessandra Sensini, che ha vinto la medaglia d’argento nella vela, classe Rsx. L’azzurra ha vinto l’ultima regata, conquistando quei punti che le sono serviti per salire sul secondo gradino del podio. La medaglia d’oro è andata alla cinese Yin Jian, mentre il bronzo alla britannica Bryony Shaw. Grande prova della grossetana che ha preso subito la testa della regata e non l’ha mai mollata, rintuzzando i tentativi di recupero delle avversarie, in particolare della britannica, mentre la cinese – forte del primato in classifica generale proprio davanti alla Sensini – badava a non farsi superare dalle altre e a mirare a quei punti necessari per il successo finale così da annullare il vantaggio che ne sarebbe derivato all’azzurra con il suo successo.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78182