Un operaio di 49 anni è morto folgorato venerdì mattina mentre lavorava in un’azienda agricola checoltiva kiwi vicino a Latina. L’incidente è avvenuto a Doganella di Ninfa, poco lontano da Cisterna.Secondo le prime informazioni l’operaio, originario di Sabaudia (Latina) è rimasto folgorato dai cavi dell’alta tensione mentre raccoglieva kiwi. Immediato il trasporto in ospedale, dove è morto poco dopo l’arrivo.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78947
Le forze russe hanno iniziato a ritirarsi dalla Georgia, con un convoglio di veicoli che sta uscendo dalla Tskhinvali, la capitale della regione secessionista dell’Ossezia del Sud. Lo riporta l’agenzia russa Ria Novosti citando i corrispondenti secondo i quali il convoglio di truppe è diretto a Vladikavkaz nell’Ossezia del Nord. Si prospetta un caldo lunedì d’agosto per le relazioni internazionali. A surriscaldare il clima ci ha pensato il presidente francese Nicolas Sarkozy. Il ritiro militare russo dalla Georgia «non è negoziabile». Sarkozy, che in questa guerra ha avuto un ruolo fondamentale mediando tra Tiblisi e Mosca, ha lanciato un monito alla Russia ribadendo la posizione della Ue. Il ritiro, ha sottolineato il presidente francese, deve avvenire «senza rinvii». «Nel caso in cui Mosca rimandi ulteriormente il ritiro promesso per lunedì – scrive Sarkozy su “Le Figaro” – il presidente di turno dell’Ue (lo stesso Sarkozy) convocherà un Consiglio straordinario dell’Unione. A mio parere ciò non è negoziabile – continua il titolare dell’Eliseo – Riguarda tutte le forze entrate dal 7 agosto scorso» Anche dagli Usa arrivano segnali di un riscaldamento del clima politico internazionale. Secondo il “New York Time” la Russia ha dispiegato in Ossezia del Sud batterie di missili tattici SS-21 puntati sulla capitale georgiana. Mosca ha spostato a nord di Tskhinvali, rampe mobili e mezzi pesanti.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78119
Pubblichiamo questa riflessione sulla vicenda dello steward siciliano Domenico Riso, morto con il suo compagno e il figlio di quest’ultimo, nell’incidente aereo avvenuto nei giorni scorsi a MadridRestituiamo dignità a Domenico Riso.Il dolore per la scomparsa di un giovane uomo in modo cosi assurdo richiede sempre il massimo rispetto e la capacità di fare un passo indietro, di coltivare il silenzio come atteggiamento adeguato e rispettoso. Ci abbiamo provato per due giorni e abbiamo mantenuto, nonostante la drammaticità dell’accaduto, l’adeguata distanza di chi non è in prima persona coinvolto.Ma i servizi tv e la rassegna stampa di ieri e di oggi ci hanno ancora una volta indignato.La vita di Domenico Riso è stata avvolta da una cortina fumogena tragicamente ridicola, e ci siamo chieste e chiesti, quando in questo paese si avrà il coraggio di chiamare le cose con il proprio nome? Quando un gay siciliano che è emigrato, si è costruito una vita nuova, una propria famiglia, potrà ottenere il rispetto dovuto almeno dopo morto? E’ possibile che la sua famiglia completamente distrutta in un tragico incidente non sia uccisa una seconda volta dall’ipocrisia, dall’omissione, dal perbenismo? E’ dovere per chi dovrebbe informare correttamente, dare conto di una storia che purtroppo è stata bruscamente interrotta, e che propone una riflessione ampia sulla condizione di milioni di gay e lesbiche in questo paese.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78292