Barbara Saltamartini, deputata del Pdl, come giudica l’ordinanza anti-prostituzione del Comune di Roma?«È un provvedimento estremamente positivo poiché, a differenza di altre città che hanno varato ordinanze similari, qui non si colpiscono soltanto i clienti ma si prevede la possibilità per le lucciole vittima di violenza e di sfruttamento di rivolgersi alle strutture comunali per avere sostegno e assistenza. Un’ordinanza non solo punitiva, dunque, ma in grado di coniugare sicurezza e solidarietà». L’ordinanza, tuttavia, riguarda la prostituzione di strada. Non si rischia di far proliferare il meretricio negli appartamenti?«Dal punto di vista comunale, non si poteva fare altro. L’ordinanza è strettamente legata alle competenze territoriali. Altra cosa è a livello nazionale».Sul piano nazionale, il ddl Carfagna ha già ricevuto l’approvazione in consiglio dei Ministri e attende l’approvazione del parlamento.«Il ministro Carfagna ha il grande mertio di avere finalmente sfidato un vero tabù. Nel ddl giudico particolarmente efficace l’impianto rigoroso di contrasto allo sfruttamento minorile, un fenomeno purtroppo sempre più diffuso. Resta, tuttavia, l’aspetto della prostituzione sommersa. Dobbiamo batterci perché queste donne non diventino “invisibili”».E come si può fare?«Un paese civile come la Svezia ha dato un vero e proprio giro di vite contro la prostituzione.
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