Casdio's Weblog

Dieci passi nel Futuro

La terza rivoluzione industriale rende possibile una nuova Europa sociale nel ventunesimo secolo. Il sogno europeo è il fulcro della nuova Europa sociale. La maggior parte degli europei sperano soprattutto in una nuova Europa sociale fondata sulla “qualità della vita”. Il sogno europeo sottolinea i diritti umani e sociali in un quadro di equilibrio tra modelli sociali e di mercato e con prospettive di cooperazione e di pace. Il sogno di una Europa sociale è al momento minacciato dall’incremento dei prezzi del petrolio e del gas e dagli effetti del cambiamento climatico sulle comunità e sugli ecosistemi del continente. Presupposto di tutto è la terza rivoluzione industriale senza la quale è impossibile una nuova Europa sociale. La terza rivoluzione industriale e la nuova Europa sociale garantiranno all’Europa cinquant’anni di integrazione. È necessaria ora una chiara agenda politica che consenta alla Commissione Europea di proseguire la realizzazione del progetto europeo. La nuova Europa sociale poggia su dieci pilastri ciascuno dei quali ha come presupposto la terza rivoluzione industriale: 1) Un livello di vita sostenibile:l’incremento di lungo periodo dei prezzi del gas e del petrolio e i crescenti effetti del cambiamento climatico su settori commerciali che vanno dall’agricoltura al turismo, stanno gia’ producendo conseguenze pesanti sul livello di vita di milioni di europei. I prezzi dei prodotti alimentari sono in continua ascesa e lo stesso dicasi per i servizi e per i prodotti di largo consumo.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78959


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Rom e Sinti nomadi virtuali – SocietÃ

«Dal falò alla Rete». Questo è il titolo di uno dei tantissimi post inseriti in uno dei siti delle comunità Rom Sinti e Kalè in Italia e nel mondo. A parlare della propria storia, della storia dei propri passi e del difficile cammino verso l’integrazione nei paesi d’approdo sono proprio loro. I nomadi, i gitani, gli zingari, comunità una volta viandanti oggi sempre più stabili e alla ricerca di uno spazio integrato. Sul web scrivono, si informano e si ritrovano virtualmente dopo secoli di cammino. I luoghi sono quelli di tutti i cybernauti: blog, siti dedicati e in questo caso completi di mappe virtuali. Le più note finestre sulla comunità online del popolo nomade – oltre a quello della Federazione Rom e Sinti insieme – sono «Mahalla» che raccoglie le comunità Sinti, Rom e Kalè da tutto il mondo e «Sucar Drom» dove la foto sotto l’apertura – uno striscione con su scritto: «Non vi vogliamo vi odiamo» – augura a tutti buone vacanze. C’è poi il sito dell’Unione del Popolo Gitano, organizzazione riconosciuta dalle Nazioni Unite che raccoglie le notizie sui gitani in tutto il mondo. Ma la comunità raccoglie siti di tutti i tipi. Portali della cultura Rom e Sinti come «Bjoco» o «Vurdòn» dove la cultura si incontra con la storia, quella più cruenta. Così ad aprire il sito è il «manifesto sulla purezza della razza» pubblicato settant’anni fa, quello da cui scaturirono le leggi razziali.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78198


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Controlli dei ghisa: ubriaco un fermato su tre

Un bicchiere di troppo e poi via, al volante. Come niente fosse. Senza pensare che può costare il ritiro della patente di guida o peggio ancora un incidente stradale. L’errore di bere prima di mettersi alla guida è molto più diffuso tra i milanesi di quanto si possa pensare. Accomuna addirittura circa un guidatore su tre tra quelli fermati ai posti di blocco.Lo dicono le cifre sui controlli realizzati dal servizio Radiomobile e dai vari comandi di zona dei vigili urbani nei mesi di maggio e giugno. Numeri da emergenza, appunto: su 788 conducenti sottoposti all’alcol test, ben 238 sono risultati positivi e quindi sono stati denunciati all’autorità giudiziaria. Siamo al di sopra del 30 per cento sul totale degli accertamenti. E 29 di questi 238 sono rimasti coinvolti in incidenti stradali. I controlli sono avvenuti durante l’arco di tutta la settimana, ma con ritmo più serrato nei weekend. «Chi alza il gomito e si mette alla guida, attua un comportamento delinquenziale e inqualificabile, che mette a repentaglio la sicurezza di tutti i cittadini – commenta duramente il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato -. Dunque merita una severa punizione». Punizione che, grazie al giro di vite introdotto dal decreto sicurezza del governo Berlusconi, ora prevede anche la confisca del veicolo in caso di condanna definitiva. Ecco perché nei primi 15 giorni di luglio per dodici delle 44 persone risultate positive all’alcol test il giudice ha disposto il sequestro preventivo del mezzo (sei auto, tre moto e tre ciclomotori).

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276951