La Lega Nord sta cercando alleanze con l’estrema destra europea per dar manforte alla sua “crociata” contro le moschee. Il partito di Bossi, con la partecipazione dell’eurodeputato Mario Borghezio, aderisce al “Congresso contro l’islamizzazione” indetto a Colonia, dal 19 al 21 settembre prossimo, dal movimento di destra ‘Pro Köln’. Ne dà notizia il sito informativo francese Rue 89. La galassia della destra xenofoba europea si ritroverà nella città tedesca per cercare di innalzare la così detta “invasione musulmana” a problematica comune delle città “cristiane” europee. Fino qui niente di nuovo. Si sa che l’ultradestra rivendica da sempre la superiorità cristiana contro “il cattivo musulmano” dalla scimitarra affilata. A destare qualche perplessità è la presenza al congresso di un partito di governo di un paese fondatore della Ue, nonché titolare del ministero degli interni e delle riforme. La Lega Nord appunto. Tra i movimenti che interverranno ci sarà il fiammingo Vlaams Belang, nato sulle ceneri del Vlaams Blok, partito ultranazionalista sciolto dall’Alta Corte belga per incitamento alla discriminazione e all’odio razziale. Saranno presenti alcuni membri dell’Npd, organizzazione tedesca dichiaratamente neonazista che in certi stati del nord della Germania arriva a prendere il 30 per cento dei consensi.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78285
Due anni fa era andato in “aspettativa”. Ora ritorna, più agguerrito che mai: Indymedia Italia fa di nuovo capolino sul web. Il sito di controinformazione è costruito come un network, a cui ognuno può liberamente contribuire, ed è la voce per eccellenza di tutte quelle parti di mondo che la cosiddetta informazione mainstreaming trascura, o peggio, censura.Nasce nel 1999 durante il G8 di Seattle, come strumento di comunicazione della rete no global. Da lì fioriscono tutte le diverse costole locali: una versione nazionale per ogni paese del mondo ma anche piccoli network regionali, come nel caso italiano.Per strada, si legge sulla nuova home page del sito italiano, si è perso «un pezzo importante dell’intelligenza che ne animava i contenuti»: uno dei suoi fondatori e più importanti animatori, infatti «è morto alla fine di aprile».La sospensione del portale era arrivata a fine 2006: serviva una momento di riflessione sul futuro della piattaforma, che arrivava anche dopo una serie di problemi legali: nel 2004, infatti, l’Fbi aveva sequestrato il server americano di Indymedia, mentre l’anno successivo proprio il “nodo” italiano era finito nel mirino della magistratura per un fotomontaggio su papa Ratzinger. Ora torna in vita uno spazio importante per tutti i ‘media-attivisti’. Ovvero per chi non si accontenta di «odiare» l’informazione, ma preferisce partecipare.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76868