Casdio's Weblog

Praga e il Pci – Una primavera a Praga

«Sappiate compagni che se compiamo questo passo non potremmo mai più tornare indietro, qualunque cosa accada». Il passo è l’appoggio alle riforme di Alexander Dubcek, e alla stagione del nuovo socialismo cecoslovacco, un «socialismo dal volto umano». Le parole con cui Luigi Longo, segretario del Pci si rivolge ai suoi compagni in una riunione di Direzione del marzo 1968, (come raccontato su l’Unità da Enzo Roggi, il 21 agosto 1988) segnano la svolta: un punto di non ritorno nel rapporto con il movimento comunista internazionale. Un realismo politico che troverà nei giorni seguenti all’invasione e nell’espressione del «grave dissenso» la sua acme. E la sua più difficile affermazione. Il 23 agosto, a circa 48 ore dall’invasione, la Direzione diffonde un documento che chiede il ritiro rapido delle truppe sovietiche dalla Cecoslovacchia, e disegna i contorni di un «nuovo internazionalismo», una nuova concezione dei partiti comunisti occidentali nel processo politico mondiale e «una più avanzata visione del rapporto tra socialismo e democrazia.». È in tale ottica che il Pci, pur non rompendo con l’Urss, cerca la mediazione per mettere fine all’intervento a Praga. E difendere l’operato e le scelte di Dubcek. Il nuovo corso avviato dal segretario slovacco viene letto infatti come «primo progetto di democratizzazione del potere socialista».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78206


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La giunta aumenta gli stipendi ma per i giudici i soldi vanno resi

Più di due milioni di euro. È questa la somma che i dipendenti dovranno restituire al comune di Rho, per aumenti percepiti illegittimamente ed elargiti dalle passate amministrazioni civiche di sinistra. La scorsa settimana i giudici della Corte dei Conti hanno infatti condannato alcuni ex amministratori e dirigenti al pagamento della rilevante somma. Tutti riconosciuti colpevoli, dal punto di vista amministrativo, di aver pagato al personale comunale premi di produttività in base a criteri difformi da quelli previsti dalla legge. La sentenza, della quale il sindaco Roberto Zucchetti del centro destra ha dato comunicazione durante l’ultimo consiglio comunale, è stata depositata martedì scorso. Spetta ora agli uffici del comune mettere in atto le iniziative necessarie per il recupero delle somme illegittimamente intascate.«Questo evento, che segue di una sola settimana l’annuncio di una indagine della Magistratura sulla erogazione dei falsi contributi di solidarietà – ha commentato il primo cittadino – non può che turbarci ulteriormente. Faremo tutto il possibile per garantire la massima correttezza di tutte le procedure, e il massimo rispetto per la dignità di ogni persona».I due milioni e 136 mila euro, in media 5000 euro a testa, dovranno essere rifusi all’erario comunale da più di 300 dipendenti, compresi quelli che nel corso degli ultimi anni sono andati in pensione. La condanna della Corte dei Conti lombarda riguarda tutti gli amministratori succedutisi dal 1999 al 2002 che hanno sottoscritto i contratti, senza tralasciare di coinvolgere un paio di dirigenti e altrettanti segretari comunali.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276950