La terza rivoluzione industriale rende possibile una nuova Europa sociale nel ventunesimo secolo. Il sogno europeo è il fulcro della nuova Europa sociale. La maggior parte degli europei sperano soprattutto in una nuova Europa sociale fondata sulla “qualità della vita”. Il sogno europeo sottolinea i diritti umani e sociali in un quadro di equilibrio tra modelli sociali e di mercato e con prospettive di cooperazione e di pace. Il sogno di una Europa sociale è al momento minacciato dall’incremento dei prezzi del petrolio e del gas e dagli effetti del cambiamento climatico sulle comunità e sugli ecosistemi del continente. Presupposto di tutto è la terza rivoluzione industriale senza la quale è impossibile una nuova Europa sociale. La terza rivoluzione industriale e la nuova Europa sociale garantiranno all’Europa cinquant’anni di integrazione. È necessaria ora una chiara agenda politica che consenta alla Commissione Europea di proseguire la realizzazione del progetto europeo. La nuova Europa sociale poggia su dieci pilastri ciascuno dei quali ha come presupposto la terza rivoluzione industriale: 1) Un livello di vita sostenibile:l’incremento di lungo periodo dei prezzi del gas e del petrolio e i crescenti effetti del cambiamento climatico su settori commerciali che vanno dall’agricoltura al turismo, stanno gia’ producendo conseguenze pesanti sul livello di vita di milioni di europei. I prezzi dei prodotti alimentari sono in continua ascesa e lo stesso dicasi per i servizi e per i prodotti di largo consumo.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78959
Un operaio di 49 anni è morto folgorato venerdì mattina mentre lavorava in un’azienda agricola checoltiva kiwi vicino a Latina. L’incidente è avvenuto a Doganella di Ninfa, poco lontano da Cisterna.Secondo le prime informazioni l’operaio, originario di Sabaudia (Latina) è rimasto folgorato dai cavi dell’alta tensione mentre raccoglieva kiwi. Immediato il trasporto in ospedale, dove è morto poco dopo l’arrivo.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78947
È la terra del sonno e del terrore, il paese del Qat e delle tribù fedeli alla famiglia di Osama Bin Laden. In quell’angolo di Medio Oriente dove Alberto Moravia descriveva le meraviglie di Saana, Venezia del deserto, ozia oggi un paese stremato dall’abuso di piante anfetaminiche e minacciato dalla collusione tra regime e terrore integralista.L’abbraccio tra potere e terrore ha un sapore ancestrale. Il padre di Osama Bin Laden vide la luce nel villaggio di Al Rubat, in quella regione settentrionale di Hadramaut dove ancora oggi sono garantite incolumità e libertà di movimento per qualsiasi militante integralista. I legami si rafforzarono negli anni ’80 quando il regime di Alì Abdullah Saleh mise a disposizione dei volontari di Osama Bin Laden i campi d’addestramento per la guerra ai sovietici. Il favore venne ricambiato ai primi anni ’90 quando i militanti della nascente Al Qaida diedero una mano a Saleh nella guerra contro il regime comunista di Aden che porterà all’unificazione dello Yemen. Da allora Saleh non ha perso una rielezione e molti suoi uomini di fiducia non hanno dimenticato i passati legami. Non a caso Jamal Al Badawi, pianificatore dell’attentato all’ incrociatore Uss Cole, costato nel 2000 la vita di 17 marinai americani, si è visto commutare la condanna a morte in 15 anni di carcere ed è in seguito evaso per due volte. Non a caso la seconda evasione, la stessa che riporta in liberta una quindicina di capi terroristi, arriva nel febbraio 2007 mentre le cellule di Al Qaida combattono, a fianco dell’esercito, la rivolta delle tribù sciite del nord.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291320
Barbara Saltamartini, deputata del Pdl, come giudica l’ordinanza anti-prostituzione del Comune di Roma?«È un provvedimento estremamente positivo poiché, a differenza di altre città che hanno varato ordinanze similari, qui non si colpiscono soltanto i clienti ma si prevede la possibilità per le lucciole vittima di violenza e di sfruttamento di rivolgersi alle strutture comunali per avere sostegno e assistenza. Un’ordinanza non solo punitiva, dunque, ma in grado di coniugare sicurezza e solidarietà». L’ordinanza, tuttavia, riguarda la prostituzione di strada. Non si rischia di far proliferare il meretricio negli appartamenti?«Dal punto di vista comunale, non si poteva fare altro. L’ordinanza è strettamente legata alle competenze territoriali. Altra cosa è a livello nazionale».Sul piano nazionale, il ddl Carfagna ha già ricevuto l’approvazione in consiglio dei Ministri e attende l’approvazione del parlamento.«Il ministro Carfagna ha il grande mertio di avere finalmente sfidato un vero tabù. Nel ddl giudico particolarmente efficace l’impianto rigoroso di contrasto allo sfruttamento minorile, un fenomeno purtroppo sempre più diffuso. Resta, tuttavia, l’aspetto della prostituzione sommersa. Dobbiamo batterci perché queste donne non diventino “invisibili”».E come si può fare?«Un paese civile come la Svezia ha dato un vero e proprio giro di vite contro la prostituzione.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291191
Genova – L’aveva trovata per strada un passante, mentre vagava piangendo e in profonda agitazione. Fouzia, una ragazza marocchina che adesso ha 21 anni, nel pomeriggio di un anno fa aveva confidato a quel signore incontrato a pochi metri dal portone di casa di essere sfuggita per miracolo al controllo di suocera e marito che la tenevano segregata da tre anni. Avevano chiamato i carabinieri seduta stante. Da lì la denuncia per maltrattamenti al coniuge, quasi coetaneo e cugino della ragazza, e la fuga con il ricovero in una comunità protetta per donne maltrattate. Ma a sorpresa, in questi giorni è arrivata una sentenza del tribunale della città di Guercif, in Marocco, a cui il marito Abdellah si era rivolto, e che impone la ragazza a tornare subito sui propri passi. «Il tribunale condanna – si legge nella sentenza – la convenuta a rientrare nella casa coniugale, con esecuzione immediata della sentenza». La ragazza, si legge nel provvedimento datato 3 luglio 2008, dovrà pagare anche le spese processuali. È la Sharia, la dura legge coranica.
«Ma il marito non ha alcuna intenzione di riprendersela, ormai – chiarisce subito il legale dell’uomo, l’avvocato Gianfranco Pagano -. Il ragazzo ha ventitré anni ed è anche piuttosto attraente e forse la moglie ha agito per gelosia. Sono otto anni che lui si trova in Italia. Le nozze sono avvenute cinque anni fa in Marocco, dove i due, che sono parenti, si frequentavano da bambini e da bambini si sono sposati».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291239