Le forze russe hanno iniziato a ritirarsi dalla Georgia, con un convoglio di veicoli che sta uscendo dalla Tskhinvali, la capitale della regione secessionista dell’Ossezia del Sud. Lo riporta l’agenzia russa Ria Novosti citando i corrispondenti secondo i quali il convoglio di truppe è diretto a Vladikavkaz nell’Ossezia del Nord. Si prospetta un caldo lunedì d’agosto per le relazioni internazionali. A surriscaldare il clima ci ha pensato il presidente francese Nicolas Sarkozy. Il ritiro militare russo dalla Georgia «non è negoziabile». Sarkozy, che in questa guerra ha avuto un ruolo fondamentale mediando tra Tiblisi e Mosca, ha lanciato un monito alla Russia ribadendo la posizione della Ue. Il ritiro, ha sottolineato il presidente francese, deve avvenire «senza rinvii». «Nel caso in cui Mosca rimandi ulteriormente il ritiro promesso per lunedì – scrive Sarkozy su “Le Figaro” – il presidente di turno dell’Ue (lo stesso Sarkozy) convocherà un Consiglio straordinario dell’Unione. A mio parere ciò non è negoziabile – continua il titolare dell’Eliseo – Riguarda tutte le forze entrate dal 7 agosto scorso» Anche dagli Usa arrivano segnali di un riscaldamento del clima politico internazionale. Secondo il “New York Time” la Russia ha dispiegato in Ossezia del Sud batterie di missili tattici SS-21 puntati sulla capitale georgiana. Mosca ha spostato a nord di Tskhinvali, rampe mobili e mezzi pesanti.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78119